Le calze “autocoreggenti” mi mancava come richiesta, giuro che mi mancava.
Perfette per chiudere la settimana in bellezza.
E sono riuscito a non riderle in faccia, neanche l’angolino della bocca ho sollevato.
Pubblicato da Mistro su Ottobre 31, 2009
Le calze “autocoreggenti” mi mancava come richiesta, giuro che mi mancava.
Perfette per chiudere la settimana in bellezza.
E sono riuscito a non riderle in faccia, neanche l’angolino della bocca ho sollevato.
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Pubblicato da Mistro su Ottobre 31, 2009
No, il pensionato che guarda mentre lavo i vetri non lo potevo reggere, quello no, tutto ma quello no.
L’ho abbattuto.
E’ arrivato ed ha iniziato a girarmi furtivamente intorno mentre ero in alto sulla scala, poi ha preso coraggio, ha allungato un braccio ed ha preso in mano il detergente. Ha iniziato a leggere le istruzioni ed a chiedere delucidazioni sulle evidenti contraddizioni tra il mio metodo e quello specificato nel detergente.
Mentre faceva tutto ciò mi stava sotto ed io non devo avere nessuno sotto perchè ho da scuotere la spatola dall’acqua… e mentre mi stava sotto mi chiedeva delucidazioni sulla mia procedura passo passo… e ogni quanto li lava?… e lo sporco è principalmente causato dall’inquinamento automobilistico e…
SBONK!!!
ops… mi è scappata… spatola (che è lunga un 60 centimetri buoni con almeno un metro di manico) piantata giusto tra gli occhi.
Ora giace lì, a terra, occhi sbarrati, riverso in una pozza di sangue…
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Pubblicato da Mistro su Ottobre 31, 2009
Entra una tipa, parecchio phiga, molto disinvolta. Mi da subito del tu e mi tratta con confidenza… mentre guardiamo i tessuti e discutiamo di abbinamenti di colori mi parte un brontolone di pancia (che lei non sente perchè siamo lontani)
le dico: ho lo stomaco che brontola
Lei: anche io
stavo per dirle: bene! pranziamo insieme?
ma sono stato bravo, non l’ho fatto, questa volta sono riuscito ad accendere il cervello prima della bocca :-)
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Pubblicato da Mistro su Ottobre 31, 2009
Entra questa ragazza che praticamente l’ho vista crescere fino a fiorire in una splendida donna e rimango incantato ogni volta che la vedo. Mi dice:
Mi dai dei calzini, che siano eleganti…
fini…
bianchi…
un brivido mi corre lungo la schiena
infine aggiunge: corti
stramazzo a terra svenuto
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Pubblicato da Mistro su Ottobre 30, 2009
Vedere me che con un braccio solo vesto un busto di polistirolo con un’attillatissima canotta in microfibra è comica che raccomanderei a chiunque di vedere per rallegrarsi la giornata.
Sembro Fantozzi che tenta di farsi sessualmente il busto. Per la concentrazione che ci devo mettere mi ci scappa fuori perfino la lingua :-)
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Pubblicato da Mistro su Ottobre 30, 2009
Preferirei farmi beccare a fare incularella con un trans piuttosto che fami vedere in giro con un tale abbinamento giacca/camicia/cravatta
C’ho la mia dignità c’ho, io
Via snipeout
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Pubblicato da Mistro su Ottobre 30, 2009
Siore e siori venghino… il casìno riapre… venghino siore e siori… più siore e siori entrino più bestie si vedono
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Pubblicato da Mistro su Ottobre 29, 2009
Io credo che ogni evento fortemente traumatico nella vita ti cambi il modo di vedere e vivere la tua vita medesima. La prima volta sono nato il giorno che mia mamma mi ha partorito ed ho vissuto in modo piu’ o meno avventuroso i primi sedici anni e dieci mesi della mia vita. Poi a sedici anni e dieci mesi, circa, ho fatto un incidente con la moto che ero quasi morto, praticamente morto, che mi avevano dato due ore di vita che avevo un’arteria strappata, però mi hanno salvato e mi sono svegliato il giorno dopo in ospedale con una gamba in trazione una gamba ingessata e un braccio che non era più mio perchè non lo potevo controllare più e neanche più lo sentivo quando lo toccavo. Sono stato talmente stupido da ustionarmi un dito con un accendino per vedere se riuscivo a sentirlo ancora mio quel braccio. Per aggiustarmi c’è voluto un anno e in questo anno ho fatto sei in ospedale e dodici in sedia a rotelle e un tot di interventi chirurgici. Da quel cinque maggio millenovecentoootantacinque io non sono piu’ uguale a me stesso ed ho rivisto il mio modo di vivere la mia vita. Ho iniziato a vivere una vita nuova, diversa. Sono come nato una seconda volta perchè non ero più lo stesso di prima. Poi qualche mese fa ho avuto un altro evento traumatico – non fisicamente pero’ stavolta – che mi ha fatto rivedere di nuovo il mio modo di vivere la mia vita ed ora sono ancora diverso. Così io qualche mese fa è come se fossi rinato di nuovo ed ora sto vivendo una terza vita. Ma di questo non racconto perchè ho scritto 285 parole e i dieci minuti sono finiti.
Ho avuto culo io, mica a tutti capita di vivere tre vite (questo l’ho aggiunto dopo)
E’ sempre write or die ma questa volta in un ambiente a me più congeniale. Il bello di ’sto giocattolo è che parti con un’idea e va a finire che scrivi sempre qualcosa di completamente diverso.
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Pubblicato da Mistro su Ottobre 28, 2009
Due parole di spiega: Scrivi o muori è uno strumento che devi scrivere una storia di almeno 200 parole in 10 minuti altrimenti ciccia. Il bello è che all’inizio fatichi a partire ma quando prendi il ritmo non smetteresti più neanche passati i 10 minuti. Ad un certo punto la sfida con se stessi diventa quasi adrenalinica. Il brutto è che ti fa scrivere come la Sid :-)
200 parole in 10 minuti, da sincope
correva l’anno 1987, un vecchio – reduce della seconda guerra mondiale diceva lui – si vantava delle sue gesta eroiche, lui era un vecchio ubriacone io un cattivo ragazzo appena uscito da un grave incidente stradale in compagnia di altri cattivi ragazzi. allora per zittirlo su queste sue presunte gesta eroiche gli dissi che io ero reduce del Libano. La missione di pace in Libano è stato per l’italia forse il primo campo di battaglia dopo la seconda guerra. Lui non ci credeva che io ero reduce perchè secondo lui troppo giovane (era ubriaco e faceva lo stupido ma stupido proprio forse non era). Per convincerlo che ero stato davvero a combattere in Libano gli feci vedere le mie cicatrici (abbastanza fresche peraltro) vedendole lui si convinse e mi trattò con grande rispetto per tutto il resto della serata. Lui era sempre ubriaco, apparentemente, e faceva lo scemo del villaggio ma io non ho mai capito se era scemo davvero o se faceva lo scemo per sollazzare noi giovani fankazzisti cattivi ragazzi. Noi cattiovi ragazzi che forse tanto cattivi non eravamo perchè al vecchio finto scemo del villaggio in realtà gli volevo bene e nessuno si è mai permesso di fargli del male o di mancargli davvero di rispetto al vero ubriaco finto scemo del villaggio.
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Pubblicato da Mistro su Ottobre 28, 2009
“E ste tette qua dove e metto?!?!” disse ella prendendosele tra le mani ed agitando il voluminoso bagaglio
…”eh, non so signora faccia lei…“
(per la cronaca mi aveva chiesto una canottiera di cotone spalla stretta due misure meno di quanto il realtà necessario)
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